“Sei veg????”: domande e risposte

Pubblichiamo questo “decalogo” realizzato da Ilary che, stanca delle solite domande che vengono rivolte ai veg, le ha sintetizzate tutte con relative risposte. Chiaro, semplice ed esaustivo, VegFashion lo condivide al 100%. Buona lettura!

(by Ilary Tomaiuolo) Le solite domande ripetute ai vegetariani e ai veg… E le mie risposte.

-Perché non mangi carne? Perché non voglio uccidere degli animali innocenti per mangiarli.

-Ma fa parte della natura mangiar carne! Noi non viviamo in modo naturale, basti pensare agli allevamenti intensivi. Ti sembra natura questa?

-Ma  l’uomo  è  carnivoro! No,  l’uomo  non  è  carnivoro.  I  carnivori  hanno  gli  artigli  e  le  zanne  per  afferrare  la  preda  e  sbranarla  viva.  Io   non ho né gli uni né gli altri.

-Va beh, allora siamo onnivori! Appunto.  L’onnivoro  sceglie  di  mangiare  quello  che  vuole,  e  sopravvive  proprio  grazie al fatto che la sua alimentazione si adatta facilmente, non è rigida. Per cui può scegliere di non mangiare carne.

-Ma  l’uomo  è  in  cima  alla  catena  alimentare.  Il  più forte prevale sul più debole. Nella catena alimentare non esistono i supermercati, i frigoriferi e le padelle. Il leone sbrana le prede, noi le compriamo in vaschette di plastica.

-Però  l’uomo  mangia  carne  fin  dall’antichità,  è  una  cosa  che  si  è  sempre fatta! Allora  dovremmo  giustificare  l’omicidio.  Anche  quello  si  è  sempre  fatto.

-Si ma la carne è importante. Dove le prendi le proteine, il ferro, le vitamine? Tutto  quello  che  c’è  nella  carne  c’è  anche  nelle  verdure,  a  parte  la  sofferenza,  che  nelle  verdure  non  c’è.

-Ma il ferro delle verdure è meno assorbibile, rischi di diventare anemico. L’anemia  colpisce  in  ugual  modo  sia  i  vegetariani  che  gli  onnivori,  quindi  correrei  lo  stesso  rischio  anche  se   mangiassi  carne.  E’  vero,  il  ferro  delle  piante  è  meno assorbibile ma non abbiamo bisogno di assumere quintali di ferro per sopravvivere, anzi troppo ferro è dannoso. 

-Per assumere le proteine di una bistecca dovresti mangiare un chilo di legumi. E chi ha detto che ho bisogno di tutte quelle proteine? Non mi sembra che la gente passi la giornata a calcolare le quantità di proteine che ha nel piatto, perché dovrei farlo io? Come  per  il  ferro,  poi,  l’eccesso  di   proteine è molto dannoso.

-La  B12,  però,  c’è  solo  nella  carne. La B12 si trova in batteri presenti nel terreno, nelle muffe e nello sporco. Prima dell’era industriale, la B12 veniva naturalmente assunta anche con i cibi vegetali. Oggi, date le procedure di lavaggio e igienizzazione, non è effettivamente reperibile nei vegetali.  La B12 è comunque facilmente assumibile con integratori naturali che si trovano in erboristeria.

-Però se devi assumere integratori di B12 tanto meglio mangiare la carne! No, perché gli integratori di B12 sono naturali. E comunque,  la carne che tu mangi deriva da animali che passano la vita in allevamenti puliti e igienizzati, e si nutrono di mangime pieno di antibiotici che uccidono qualsiasi batterio. Anche agli animali in allevamento viene data la B12, ma sintetica ed inserita in cocktail di farmaci, quindi in modo assolutamente innaturale. Mangiando  carne  assumi  non  solo  B12  sintetizzata,  ma  anche  tutti  farmaci  dati  agli   animali. Infine: trovo più naturale prendere ogni tanto un integratore, che essere il carnefice indiretto di animali.

-Lo sai che non mangiare carne ti farà ammalare? Meglio la tua vita o quella di un pollo? Personalmente non credo che la vita di un pollo valga meno della mia, dato che entrambi siamo animali. Ma comunque, è vero il contrario: le principali malattie del nostro secolo sono dovute ad un’alimentazione  sbagliata con eccedenza di grassi animali, per cui mangiando veg, oltre a salvare il pollo io preservo anche la mia vita.

-Tu non mangi gli animali però mangi le piante che sono esseri viventi! Le piante sono esseri viventi ma non sono esseri senzienti, infatti non avendo un sistema nervoso non possono   provare   dolore.   E’  un   po’   strano   che   chi   non   prova   pena   per   animali   innocenti   che   vengono   brutalmente macellati, si preoccupi poi delle piante che nemmeno possono soffrire, non credi?

-Però  d’estate  uccidi  le  zanzare!  Anche  loro  sono animali. Personalmente non ho mai ucciso una zanzara. Credo comunque che ammazzare un minuscolo insetto sia  un  po’  diverso  dall’imprigionare  migliaia  di  animali  in  strettissime   gabbie, sfruttarli e torturarli fino alla loro morte per il semplice fatto che non sappiamo rinunciare alla carne, cosa di cui possiamo benissimo fare a meno.

-Comunque se la carne fa male, la verdura non è da meno, visto che è piena di pesticidi. Si, anche la verdura di produzione “industriale” è spesso piena di pesticidi, ma se devo scegliere il male minore, preferisco salvare un animale e   mangiare   un   po’   di   pesticidi.   Tra   l’altro   esistono   frutta   e   verdura   biologiche,   coltivate   senza   l’uso   di   pesticidi. La carne biologica, invece, è sempre un animale che ha sofferto.

-Comunque qualsiasi cosa causa la morte degli animali! Quando si prende il grano per fare la pasta si ammazzano  gli  insetti,  i  pesticidi  uccidono  molti  animali,  se  esci  in  strada  schiacci  le  formiche… Purtroppo la semplice  esistenza  dell’uomo  sulla  terra  causa  la  morte  degli  animali.  Ma  c’è  differenza  tra  ciò   che non si può evitare e ciò che invece può essere evitato. Inevitabilmente uccidiamo alcuni animali, ma è meglio essere imperfetti e sforzarsi di fare del proprio meglio, piuttosto che essere menefreghisti e uccidere anche chi potremmo risparmiare.

-Se non mangiassimo gli animali, questi riempirebbero la Terra! A dire il vero l’unico  sovrappopolamento  che  c’è  è  quello  degli  umani.    Un  sovrappopolamento  innaturale   di animali, invece, è quello degli allevamenti intensivi, dove milioni di animali vengono fatti riprodurre artificialmente per il semplice scopo di sfruttarli e mangiarli. Se non esistessero gli allevamenti intensivi, gli animali vivrebbero la loro vita in modo naturale, vivendo e poi morendo come è giusto che sia.

-Gli   animali   d’allevamento   si   sarebbero   già   estinti   in   natura,   quindi   in   un   certo   senso   contribuiamo   all a continuazione della loro specie. Non credo si contribuisca alla salvaguardia di una specie confinandola in una gabbia per il resto della sua vita   e   facendole   sfornare   esemplari   artificialmente.   Dei   polli,   tacchini   e   maiali   che   tu   mangi,   non   c’è   assolutamente nulla di pollo, tacchino o maiale. Tutti sono modificati geneticamente affinché siano più grassi, più produttivi, più economici e più redditizi per chi li vende. Tutti i veri animali da fattoria si sono già “estinti”.

– Ma tanto  quell’animale  doveva morire lo stesso, tanto vale mangiarlo! Quindi se sei in pericolo di vita non ti curi perché tanto prima o poi morirai lo stesso? Secondo la mia logica, un animale muore perché qualcuno vuole mangiarlo. Se nessuno mangia più animali, nessun animale muore.  E’  semplice,  no?

-Ma tanto non diventeranno mai tutti vegetariani, non puoi cambiare il mondo! Veramente mi hanno detto che le cose non cambiano solo se nessuno fa niente per cambiarle. Penso sia molto più intelligente provarci, piuttosto che disinteressarsene a priori.

-Ci sono leggi che limitano la sofferenza degli animali quando vengono uccisi. La morte è probabilmente la parte migliore della loro vita, dato che passano la loro intera esistenza chiusi in strette gabbie senza vedere mai la luce del sole.

– Ma non ci pensare, chiudi gli occhi e mangia! Le leggi della fisica mi dicono che se chiudo gli occhi le cose non cessano di esistere. Non si risolvono i problemi evitando di guardarli.

-Gesù ha creato gli animali per mangiarli! (le mie risposte variano a seconda della persona che ho di fronte): <<Personalmente preferisco Darwin a Gesù, e Darwin non ha mai imposto di mangiare animali>>, oppure <<Ma davvero? Altro motivo per cui Gesù mi sta così antipatico>>, oppure <<Teoricamente Gesù ci avrebbe anche dotati di una cosa chiamata “libertà  di  agire  e  di  pensare”>>.

-Ci credo che sei così magra/o, non mangi carne! Le proteine accelerano il metabolismo, quindi semmai potrei scegliere di nutrirmi esclusivamente carne qualora volessi dimagrire, non se volessi ingrassare. E poi si può essere felicemente magre piuttosto che tristemente normali.

-Ma pensa a chi muore di fame e non fare la schizzinosa! A dire il vero ci penso a chi muore di fame, ed è anche per questo che non mangio carne, dato che per far pascolare gli animali si disboscano foreste e si tolgono cereali ai bambini del Terzo Mondo per nutrire “la   carne” che   noi   andremo   a   mangiare.   Per   non   parlare   dell’acqua   che   si   spreca   per   produrre   una   sola   bistecca,   all’inquinamento   del   terreno   e   dell’aria,   all’effetto   serra   ,   all’emissione   di   gas   e   agli   escrementi   degli  animali  che  sono  nocivi.  Tu,  invece,  cosa  fai  per  chi  muore  di  fame…?

-Se tutti smettessero di mangiare carne, molta gente perderebbe il lavoro (allevatori, macellai, pescatori…)!
Ci sono  molti  lavori  che  smettono  di  esistere  nel  corso  del  tempo.  Pensa  ai  “poveri”  venditori  di  schiavi  o  ai   fabbricatori di macchine per le torture: anche loro hanno perso il loro lavoro quando è stata abolita sia la schiavitù che la tortura, ma in compenso molte altre vite ne hanno tratto vantaggio.

-Ma se ci fossi solo tu sulla Terra e avessi a disposizione un solo maiale per sfamarti, moriresti di fame pur di non mangiarlo?
Se invece ci fossero 7 miliardi di persone sulla Terra, divise in una fetta che vive nel benessere e ha cibo in abbondanza, e una fetta che muore di fame, e se tu facessi parte della fetta che vive nel benessere, toglieresti il cibo a chi muore di fame per il tuo egoismo, oppure ti accontenteresti di quello che hai lasciando vivere in pace chi ha meno di te? La differenza tra la tua domanda e la mia, è che la tua è una visione irrealizzabile, la mia invece è la realtà dei fatti, e tu ci sei dentro a pieno.

Author: zappomao

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15 Comments

  1. Ho letto tutto l’articolo e mi è piaciuto moltissimo,grazie complimenti.
    andrea,vegana.

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  2. Carissimi ,saluti a tutti,questo è il primo commento che faccio su questo sito,aggiungo che non sono pratico di computer,quindi scusatemi in anticipo degli errori futuri.Ho letto l’articolo,mi è piaciuto tantissimo e spero di poterne leggere altri in futuro.Grazie di questa conoscenza.Salvo Allegra,latteogevetariano.

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  3. Sono vegana da pochi mesi e non condivido tutte le risposte al 100% però le pubblico su facebook perché un bel po’ di domande fastidiose, forse (dico forse) riesco a evitarle da parte di quelli che mi attorniano!!! Grazie

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  4. Condivido buona parte di queste argomentazioni, ma non tutte. Sul fatto che le piante non possano provare dolore, ad esempio, non sono d’accordo perchè la scienza ha iniziato ad interessarsi da troppo poco tempo a questi argomenti per avere simili certezze. Informatevi sulle ricerche di neurobiologia vegetale, cominciando con il leggere questa intervista al professor Sterfano Mancuso: http://magazine.linxedizioni.it/2011/04/26/stefano-mancuso-racconta/

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    • Grazie per l’attenzione e le indicazioni. Personalmente, vivo in modo più problematico dell’Autrice di quest’articolo, il tema della capacità di sofferenza dei vegetali, ed ogni approfondimento sul punto è un arricchimento. resta tuttavia il dilemma insuperabile: per vivere necessariamente devo nutrirmi di qualcosa. Nella scala della sofferenza, e con tutti i limiti della mia imperfezione umana, comincio dall’evitare di far soffrire le creature che sicuramente provano sofferenza per essere allevate in condizioni orribili e macellate.
      Sto preparando un articolo sui Giainisti, che cercano di evitare anche la sofferenza dei vegetali. Ma anche seguendo il loro stile di vita, ad un certo punto si deve affrontare il dilemma del far soffrire per vivere, o lasciarsi morire. A presto.

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    • Proprio oggi ho letto questo, che mi sento di condividere come risposta:

      “ANCHE LA PIANTA SOFFRE, ALLORA NON BISOGNEREBBE MANGIARE NEMMENO LA VERDURA”

      Di. Franco Libero Manco

      Questo vuol dire che se la pianta soffre quando viene tagliata è inutile avere pietà degli animali? E’ il solito ritornello di chi ritiene inutile fare poco dal momento che non è possibile fare tutto, che è come dire: è inutile sfamare un indigente dal momento che non si può abolire la fame nel mondo; che è come dire: dal momento che la città è sporca lascio pure la mia immondizia sul marciapiede; che è come dire: siccome l’aria è inquinata allora fumo due pacchetti di sigarette al giorno; oppure, siccome non possiamo distinguere i buoni dai cattivi “uccidiamoli tutti”, come disse il legato papale al comandante in campo prima di far trucidare 20 mila catari a Bezieres.

      In realtà spesso chi non vuole fare il suo dovere tira in ballo la violenza naturale. Ogni volta che un individuo vede messe in pericolo le sue abitudini e i suoi piaceri cerca in ogni modo di giustificare la sua chiusura per non accusare sensi di colpa davanti ad una realtà che in fondo sente sia giusta.

      La sensibilità dei vegetali fu studiata dallo studioso indiano Jagadish Chandra Bose ed accertata poi sperimentalmente mediante elettrodi collegati alla pianta. Per questo dobbiamo rispettare non solo gli animali, ma anche le piante, perché tutto ciò che vive, vuole vivere e non morire. Senza la capacità di accusare il dolore ogni essere vivente si lascerebbe uccidere, senza reagire. Non si può porre sulla stessa bilancia la vita del cavolfiore con quella della mucca: sarebbe come considerare uno schiaffo alla stessa stregua di un massacro. C’è una differenza notevole tra la sofferenza di una lattuga, che viene recisa e quella di un cavallo, che viene ucciso: il cavallo, la mucca, il maiale ecc. hanno i nostri stessi meccanismi fisici, chimici e biologici, i nostri stessi ricettori del dolore, per questo uccidere un animale è come uccidere un uomo.

      “Ma allora dobbiamo vivere d’aria”? Niente affatto! Voi onnivori vivreste come noi vegani che attraverso la nostra ottima salute dimostriamo chiaramente la giustezza e i benefici di quanto affermiamo. Lo sviluppo della sensibilità dell’animo umano ci porta al rispetto di ogni essere vivente, animale e pianta e ad alimentarci secondo la nostra vera natura di esseri fruttariani, cioè ci porta a nutrirci dei frutti della pianta, non della pianta, di tutto ciò che è frutto e seme, come tutti i tipi di frutta, tutti i cereali, tutti i semi, tutto ciò che è parte della pianta e non l’intera pianta, come le zucchine, il carciofo, le melanzane, i peperoni, i pomodori ecc. ecc. solo in questo modo la nostra alimentazione è eticamente compatibile e nello steso tempo conforme alle nostre vere esigenze chimico-biologiche-energetiche del nostro organismo: la sola alimentazione che può consentire all’uomo di sviluppare la sua coscienza, di illuminare la sua mente e dare al suo organismo quegli strumenti necessari per farlo vivere nel vero benessere integrale.

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  5. la parte su Gesù ha diverse imprecisioni:
    Innanzitutto Gesù non ha CREATO gli animali… al massimo Dio… e poi nei vangeli si parla spesso dell’amore di Gesù provava per gli animali e delle cure che aveva nei loro confronti (liberandoli dalle gabbie, ecc…) senza contare la metafora con l’agnello e inoltre non si esclude che fosse vegetariano.

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    • Cara Lil, condivido la tua osservazione in merito alla parte su Gesù. Ho comunque mantenuto il pensiero dell’Autrice sul punto per rispetto e perchè, comunque, considero l’articolo complessivo molto ben fatto e sincero. In merito a Gesù e, in generale, al rapporto religione / animali / vegetarisimo, pubblicherò presto un articolo. Anticipo che propendo per la tesi di Gesù vegetariano, in quanto appartenente alla setta degli Esseni, e per la possibilità di una rilettura della Bibbia e dei Vangeli in chiave di amore e rispetto per le creature. Confido continuerai a seguirci, a presto.

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  6. veramente una bella intervista. si parla tanto di rispetto e poi si continua ad uccidere per alimentarsi … e non stiamo uccidono solo gli animali, ma anche le popolazioni che non hanno di cui mangiare, piuttosto che la terra… ben detto! Pensa tra l’altro se i mattatoi fossero in città, quanti andrebbero ad acquistarne la carne direttamente in loco? Tralasciando poi discorsi animalisti… parliamo di alimentazione: ci hanno insegnato che é sano mangiar carne, ma così non é … i dati parlano chiaro. Poi ognuno segua la propria strada certo… però prevenire é meglio che curare, questa é la mia umile esperienza!
    Tra l’altro invito per chi già non lo conosce a guardare il video su youtube :
    https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=Wec3h-npKJg
    pensiamoci… non e’ mai troppo tardi per volersi bene 🙂
    Con stima. Eduardo

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  7. io sono sempre un po’ perplessa però quando devo comprare il cibo per cani e gatti, se noi siamo veg come ci si comporta con chi per natura non lo è?
    Anche a mia figlia io non posso imporre di essere vegetariana perché sono sicura che il miglior modo per farla diventare carnivora è proprio proibirglielo, quando sarà in grado di capire le spiegherò e deciderà lei cosa vorrà essere!

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    • Cara Rita, le tue osservazioni sono corrette. In merito all’alimentazione per gli animali domestici – precisando che non sono una veterinaria- , mi permetto un paio di osservazioni di base. Credo si debba distinguere tra cani e gatti. I cani sono onnivori,e una dieta bilanciata senza cibi di origini animali è tranquillamente possibile ed anzi può aiutare a prevenire malattie. I gatti sono invece carnivori, e non possono vivere senza l’assunzione di taurina. Esistono in commercio cibi vegetariani appositamente creati per gatti, addizionati con taurina. Tuttavia, hanno un’alta percentuale di carboidrati, cosa non salutare per i gatti. In questo caso, imporre al gatto un’alimentazione veg, sarebbe non solo una forzatura, ma potrebbe rivelarsi dannoso. Comunque, sia per il cane che per il gatto, occorre sempre e comunque chiedere al proprio veterinario di fiducia.
      In merito all’alimentazione dei figli: concordo sul fatto che imporre un tipo di alimentazione possa essere controproducente. Credo però che mangiare a casa tutti insieme pasti vegetariani, costituisca una forma di condivisione naturale. Credo che valga assai più l’esempio positivo, che l’imposizione o l’obbligo. Un caro saluto

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